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Corso di Contattologia
Vinci, Febbraio-Maggio 2015

... film lacrimale-lente a contatto e lente a contatto-strutture oculari e annessi; depositi su lenti a contatto e relativa manutenzione; problemi e complicanze indotte dall'uso di lenti a contatto, prevenzione, controllo e risoluzione. Strumenti e tecniche: Strumentazione di rilevamento parametri ed osservazione del segmento anteriore oculare e delle lenti a contatto, dall’oftalmometro al topografo, dalla lampada a fessura alla microscopia, alla Scheimpflug; schiascopia e tecniche oggettive e soggettive di indagine del sistema ottico combinato lente/occhio. Clinica di contattologia: Utilizzo della strumentazione; analisi del film lacrim...

Optometria Geriatrica e Ipovisione
Vinci, Ottobre 2015-Marzo 2016

... film lacrimale al cristallino, e di quello posteriore, con le varie patologie retiniche del sistema micro vascolare e dell’idrodinamica oculare, si manifestano in varia misura e gravità nell’età avanzata, portando ad una serie di problemi a carico della funzionalità visiva. L’optometrista deve conoscere i quadri clinici associati a tali problemi; in tal modo potrà fare sia prevenzione che trattamento, aiutando i soggetti anziani a trovare le soluzioni migliori, sia individuando per tempo condizioni che necessitano di interventi immediati da parte dell’oculista, sia per il calcolo e l’approntamento dei necessari ausili ottici. Tutto ciò sarà presentato in dettaglio nel nuovo progetto che va ad ampliare l’innovativa offerta formativa dell’IRSOO per l’anno 2015. Un corso che darà grande attenzione agli aspetti clinici e con tante ore di attività pratica, come ormai usuale nei programmi formativi degli ultimi quattro anni. Contenuti del corso Per l’optometria geriatrica: alterazioni del segmento anteriore: film lacrim...

Tesi optometria 27 marzo 2015

...alità lacrimale, è una domanda alla quale sembra ancora difficile rispondere, dato che i risultati delle ricerche sono piuttosto controversi: per alcuni studi la terapia ormonale sembra avere un impatto positivo, secondo altri la terapia sembra essere promotrice della patologia stessa. IAIA PIERLUIGI Titolo della tesi: “Studio di comparazione sul rilevamento dei parametri di centraggio”. Relatore: Paolo Sostegni. Lo studio nasce dalla curiosità dell'accertare la effettiva o meno correlazione dei dati per le distanze interpupillari e delle relative altezze di montaggio tra tre diversi metodi di rilevamento dei suddetti parametri. L'analisi è stata effettuata su un campione di 30 soggetti di entrambi i sessi e di età compresa tra i 18 anni ed i 34 anni. Ogni soggetto è stato sottoposto ad una serie di 7 misurazioni di cui 1 con metodo manuale, 3 con Visioffice Essilor e 3 con Visureal Hoya, con le quali sono stati rilevati i seguenti parametri: semi DAV OD, semi DAV OS, altezza occhio destro ed altezza occhio sinistro. Dalla comparazione dei dati si evince una buona correlazione per quanto riguarda le distanze interpupillari totali e le relative semi-distanze, mentre le posizioni verticali mostrano una maggiore variabilità a seconda del metodo utilizzato. La rilevazione manuale non si discosta significativamente dalle misure tecnologicamente più avanzate per quanto riguarda le distanze interpupillari, mentre restituisce altezze più basse, soprattutto rispetto al videcentratore a colonna Visioffice Essilor. LAUDATO ADA Titolo della tesi: “Studio della sede e della stabilità di fissazione per l'inquadramento del paziente ipovedente e scelta dell'ausilio”. Relatore: Giuseppe Migliori. La microperimetria, combinando insieme perimetria computerizzata e immagine del fundus oculi, non solo permette un approccio più completo alla valutazione delle maculopatie, sia nella diagnosi che nel follow-up terapeutico, ma riveste anche un ruolo fondamentale nel programma riabilitativo dei soggetti ipovedenti: infatti, consente l’inquadramento del paziente in base alle caratteristiche della fissazione. Nel lavoro di tesi sono stati descritti quattro casi clinici, il cui iter riabilitativo e la scelta dell’ausilio sono stati approntati proprio sulla base dei risultati dell’esame microperimetrico. LO TARTARO NICOLAS Titolo della tesi: “Il training visivo nell'insufficienza di convergenza”. Relatore: Paolo Sostegni. Molti disturbi visivi vengono attribuiti allo stress visivo prossimale e spiegati come processi di adattamento dell’organismo, in risposta a stimoli che eccedono la sua naturale tollerabilità. L’insufficienza di convergenza, a prescindere dall’età in cui si manifesta, è un rilevante deficit della visione binoculare che richiede accurata valutazione e idoneo trattamento. Il Visual Training Optometrico si pone come strumento molto utile per la restaurazione della plasticità visiva e l’inversione di numerosi suoi deterioramenti. La più autorevole ricerca scientifica considera il Visual Training Optometrico come il trattamento più efficace, tra quelli non chirurgici, per risolvere o quantomeno alleviare i problemi connessi all’insufficienza di convergenza. PATIES ANDREA Titolo della tesi: “Correzione della presbiopia con lenti a contatto. Quale soluzione adottare?”. Relatore: Carlo Falleni. Scopo dello studio era la valutazione delle diverse strategie di correzione della presbiopia con lenti a contatto, quali la monovisione e le sue varianti (completa, parziale, migliorata), e l’uso di multifocali (lenti centro vicino o lontano, monovisione modificata ecc). Lo studio è stato fatto "sul campo" su 30 soggetti non reclutati appositamente, ma effettivamente interessati a provare questa particolare modalità correttiva. Sono stati effettuati: esame optometrico da lontano e vicino, misurazione della sensibilità al contrasto, test di acuità visiva in condizioni crepuscolari, valutazione stereopsi da vicino, misurazione parametri corneali e pupillari, con l'uso di lenti a contatto diverse, monofocali e multifocali, tre applicazioni a ciascun soggetto con controlli dopo sette giorni di utilizzo e somministrazione di questionari per valutare le impressioni soggettive a fine prova. Non è stato possibile stabilire un "gold standard" tra le varie tipologie di applicazione (monovisione, e sue varianti, multifocale); in un certo numero di casi la soluzione correttiva definitiva non ha corrisposto ai migliori valori rilevati con i test clinici, ma è stata influenzata dalle impressioni d’uso dell’utilizzatore. Questo rende l'applicazione di lenti a contatto per la presbiopia una sfida interessante ed impegnativa per l'optometrista applicatore, soprattutto dal punto di vista empatico e psicologico, anche se una buona conoscenza delle caratteristiche tecniche, sia dei materiali, ma soprattutto delle geometrie delle lenti, è indispensabile per un risultato duraturo nel tempo. PISTELLI VALERIA Titolo della tesi: “Confronto tra misure del Nibut ottenute mediante l’uso di oftalmometro e topografo e loro relazione con l'indice OSDI”. Relatore: Alessandro Fossetti. Il tempo di rottura del film precorneale non invasivo (NIBUT) è considerato un indice significativo della qualità del liquido lacrim...

Corso di Contattologia
Vinci, Settembre-Dicembre 2015

... film lacrimale-lente a contatto e lente a contatto-strutture oculari e annessi; depositi su lenti a contatto e relativa manutenzione; problemi e complicanze indotte dall'uso di lenti a contatto, prevenzione, controllo e risoluzione. Strumenti e tecniche: Strumentazione di rilevamento parametri ed osservazione del segmento anteriore oculare e delle lenti a contatto, dall’oftalmometro al topografo, dalla lampada a fessura alla microscopia, alla Scheimpflug; schiascopia e tecniche oggettive e soggettive di indagine del sistema ottico combinato lente/occhio. Clinica di contattologia: Utilizzo della strumentazione; analisi del film lacrim...

18/06/2015 - A Rimini vent’anni di Optometria.

...ambio lacrimale. Antonio Calossi, Laura Boccardo e Carlo Falleni sono poi stati relatori nella sessione dedicata al controllo della progressione miopica. Nessun professionista della visione si può più permettere un atteggiamento inerte o passivo di fronte a un ragazzo in progressione miopica: la ricerca e l’evidenza clinica dimostrano che qualcosa si può fare e l’IRSOO sta portando avanti dei progetti di studio e di ricerca clinica, mirati a una maggiore comprensione di questo fenomeno. Nella sessione free paper Filippo Cenni ha illustrato il suo lavoro di ricerca sulle capacità di lettura nell’ipovisione, utilizzando la versione italiana delle Tavole di lettura di Radner, che è stata sviluppata presso l’IRSOO. A seguire, Silvio Maffioletti ha descritto la ricerca, condotta insieme ad Alessio Facchin, che ha portato alla definizione degli standard italiani per il DEM test. Durante il convegno sono stati esposti quindici poster scientifici, di cui tre frutto di lavori di tesi degli studenti di optometria di Vinci: Valeria Pistelli ha descritto un metodo semplice, basato sull’oftalmometria, per valutare la qualità del film lacrim...


28/08/2015 - Chi può esercitare l’Optometria: il dibattito si accende

...sulle LAC, oltre alla esclusività di vendita, anche la applicazione (dice: l'ottico applicatore) e la verifica delle condizioni oculari per consentire l'applicazione sono attribuite all'ottico (solo quest'ultima attività anche all'oculista). Non si necessita di prescrizione medica ed è ben chiaro chi è l'applicatore (come sai gli ortottisti si stanno muovendo ed applicano e alcuni oculisti reputano necessaria la loro prescrizione). Attualmente non esiste il contattologo. Anche per le LAC no...

Tesi optometria 17 luglio 2015

...ie di lac morbide, progettate per compensare diverse tipologie di cheratocono: ectasie in tutte le fasi; cheratocono avanzato e cornee molto irregolari, come il cono decentrato e per la degenerazione marginale pellucida. Analizzando diversi casi clinici, diversi sia per tipologia di cheratocono e sia per storie cliniche, la candidata si è proposta di mettere a confronto i design, i vantaggi e gli svantaggi delle applicazioni, sia dal punto di vista tecnico che clinico e le loro performance, valutando se effettivamente le nuove tecnologie stiano compiendo o meno passi in avanti nell’ottimizzare il fitting di lenti a contatto morbide per cheratocono, offrendo massimo comfort e alta qualità della visione. Certo, la scelta di applicare lenti a contatto rigide resta sempre la scelta d’eccellenza, ma diversi sono i disagi che, su alcuni pazienti, quest’ultime producono. Le lenti morbide di progettazione possono essere una valida alternativa, migliorando la qualità della visione di chi purtroppo non trova adeguato comfort e massima soddisfazione dalle classiche lenti rigide. MOUSAFEIROPOULOU ZACHAROULA Titolo della tesi “Gestione e compensazione ottica del cheratocono attraverso l’uso di diverse tipologie di lenti a contatto”. Relatore: Edoardo Franceschi. La tesi si proponeva di analizzare diversi modi applicativi e correttivi di diverse modalità di lenti a contatto per la correzione del cheratocono. È costituita da otto capitoli principali. La prima parte è stata dedicata all’ottica e alla fisiologia del cheratocono, con particolare riguardo alle aberrazioni oculari e ai rilevamenti strumentali. Nella seconda parte vengono analizzati i principi applicativi dei diversi tipi di lenti a contatto per la correzione ottica nei casi del cheratocono: lenti a contatto morbide, sferiche o toriche, morbide per cheratocono, rigide gas permeabili corneali, ibride con centro rigido e periferia morbida e lenti sclerali. E’ stato presentato poi un caso clinico nel quale sono state applicate diverse tipologie di lac: m...

Corso di Contattologia
Vinci, Febbraio-Maggio 2016

... film lacrimale-lente a contatto e lente a contatto-strutture oculari e annessi; depositi su lenti a contatto e relativa manutenzione; problemi e complicanze indotte dall'uso di lenti a contatto, prevenzione, controllo e risoluzione. Strumenti e tecniche: Strumentazione di rilevamento parametri ed osservazione del segmento anteriore oculare e delle lenti a contatto, dall’oftalmometro al topografo, dalla lampada a fessura alla microscopia, alla Scheimpflug; schiascopia e tecniche oggettive e soggettive di indagine del sistema ottico combinato lente/occhio. Clinica di contattologia: Utilizzo della strumentazione; analisi del film lacrim...



Tesi optometria 31 marzo 2016

...della lacrima, comunemente denominato “Ferning Test”, effettuato su un campione di popolazione costituito essenzialmente da studenti, e confrontarli con i valori di un’ampia batteria di test, al fine di verificare se la presenza di alcune particolari formazioni del ferning possano essere correlate a determinate condizioni. Sono stati analizzati 20 soggetti, di cui 6 femmine e 14 maschi, di età compresa fra 20 e 59 anni, età media 27,3 anni per un totale di 40 occhi esaminati. Oltre al Ferning test a tutti è stata misurata l’osmolarità del film lacrim...

I nuovi fondamenti delle lenti a contatto RGP
Vinci, Settembre-Novembre 2016

...delle lac RGP, iscriviti al nuovo corso dell’IRSOO! Le competenze e le tecniche di base, aggiornate alle nuove conoscenze scientifiche, ai nuovi metodi di indagine e ai risultati della ricerca clinica. Perché questo corso Potrai comprendere tutti i vantaggi dell’applicazione delle lenti RGP corneali, le caratteristiche delle nuove geometrie, asferiche, sfero-asferiche e toriche, il miglioramento della loro tollerabilità, la loro applicazione nei casi più opportuni: soggetti con disturbi della superficie oculare, occhio secco, astigmatismo irregolare e astigmatismo elevato. Potrai anche vedere, maneggiare e applicare diverse tipologie di lac RG...

Optometria Geriatrica
Vinci, Febbraio/Maggio 2017

... film lacrimale al cristallino, e di quello posteriore, con le varie patologie retiniche del sistema micro vascolare e dell’idrodinamica oculare, si manifestano in varia misura e gravità nell’età avanzata, portando ad una serie di problemi a carico della funzionalità visiva. L’optometrista deve conoscere i quadri clinici associati a tali problemi; in tal modo potrà fare sia prevenzione che trattamento, aiutando i soggetti anziani a trovare le soluzioni migliori, sia individuando per tempo condizioni che necessitano di interventi immediati da parte dell’oculista, sia per il calcolo e l’approntamento dei necessari ausili ottici. Un corso che darà grande attenzione agli aspetti clinici e con tante ore di attività pratica, come ormai usuale nei programmi formativi degli ultimi anni. Contenuti del corso Alcuni dei temi trattati: • alterazioni del segmento anteriore: film lacrim...

Tesi optometria 27 giugno 2016

...i con LAC ortocheratologiche in un periodo di 10 anni. Tali pazienti sono stati suddivisi in gruppi per fasce di età. Tutti i pazienti hanno portato per almeno 6 anni consecutivi lenti Ortocheratologiche notturne e sono costantemente stati seguiti dal medesimo Studio Optometrico. Sempre da tale database è stato selezionato, sempre nello stesso periodo di 10 anni, un gruppo pazienti di controllo seguito per almeno 6 anni, allineato per fasce di età e tipologia di miopia e suddiviso in gruppi. Per ogni paziente studiato si sono acquisiti i valori dello stato refrattivo ed acuità visiva, i parametri lenti a contatto utilizzate ed alcuni valori fondamentali dello stato funzionale optometrico. I risultati del gruppo sperimentale e di quello di controllo sono stati analizzati e confrontati per mezzo di fogli di calcolo e grafici, evidenziando le differenze nella progressione miopica tra chi si è sottoposto al trattamento Ortocheratologico e chi ha utilizzato semplicemente occhiali tempiali per la correzione della miopia. I risultati mostrano un inequivocabile rallentamento della progressione miopica nel gruppo sperimentale rispetto a quello di controllo e sono allineati con quelli riportati nella letteratura internazionale. L’ortocheratologia notturna si conferma dunque pratica efficace nella riduzione, e in molti casi nella cessazione, della progressione miopica. RAMUNDO VALERIA Titolo della tesi “I sostituti lacrim...

I nuovi fondamenti delle lenti a contatto RGP
Vinci, Febbraio-Aprile 2017

...delle lac RGP, iscriviti al nuovo corso dell’IRSOO! Le competenze e le tecniche di base, aggiornate alle nuove conoscenze scientifiche, ai nuovi metodi di indagine e ai risultati della ricerca clinica. Perché questo corso Potrai comprendere tutti i vantaggi dell’applicazione delle lenti RGP corneali, le caratteristiche delle nuove geometrie, asferiche, sfero-asferiche e toriche, il miglioramento della loro tollerabilità, la loro applicazione nei casi più opportuni: soggetti con disturbi della superficie oculare, occhio secco, astigmatismo irregolare e astigmatismo elevato. Potrai anche vedere, maneggiare e applicare diverse tipologie di lac RG...

Tesi optometria 30 settembre 2016

... film lacrimale in base al test del NIBUT. Sono state applicate tre lenti seguendo i seguenti criteri: 1ª lente: BOZR = raggio corneale piatto 2ª lente: BOZR = raggio corneale piatto + 0,10 mm 3ª lente: BOZR = raggio corneale piatto – 0,10 mm Affinché l’esame fosse ripetibile e valido sono state adottate alcune precauzioni: - È stato misurato il raggio effettivo della lente e non sono state riscontrate sostanziali differenze con il raggio nominale. - Le acquisizioni sono state fatte dopo almeno 10 min dall’applicazione così che la lacrim...

Corso di Contattologia
Vinci, Ottobre 2017-Gennaio 2018

...ta le lac potrà essere una esperienza formativa importante: - un aggiornamento sul proprio bagaglio di conoscenze, - una conferma che le tecniche e le procedure utilizzate abitualmente sono corrette, - un check-up delle proprie competenze alla luce delle nuove conoscenze teoriche provenienti dalla ricerca e delle acquisizioni tecniche e scientifiche degli ultimi anni. Il corso avrà un taglio “pratico”, con numerose esercitazioni nei nostri ambulatori di contattologia. Ciò significa non soltanto dare le conoscenze teoriche, ma soprattutto addestrare all’esecuzione pratica della contattologia. Ogni partecipante potrà esercitarsi: - nella gestione delle indagini preliminari, - nell’applicazione vera e propria della lente sull’occhio, - nell’utilizzo della strumentazione per la valutazione del segmento anteriore dell’occhio, - nel controllo e nella valutazione delle condizioni di occhio secco, - nella verifica del corretto funzionamento delle lenti in vivo, - nella valutazione della risposta oculare dopo l’applicazione, - nel controllo dei parametri fisici delle lenti a contatto. L’indirizzo pratico del corso è ben evidenziato dal fatto che il totale delle ore di dimostrazioni pratiche da parte dei docenti e di pratica effettiva da parte di tutti i partecipanti costituisce la maggioranza delle ore di lezione. In tal modo gli allievi avranno la possibilità di allenarsi a costruire una serie di capacità e abilità di tipo “operativo”, che saranno loro di grande aiuto nella conduzione dell’applicazione nonché nella gestione del portatore e dei piccoli problemi quotidiani. Una parte importante trattata nel corso sarà anche la manutenzione delle lenti a contatto, l’istruzione del portatore e il controllo della compliance. Sintesi dei principali argomenti trattati: Lenti a contatto: richiami sulle nozioni di base di contattologia; ottica visuale e lenti a contatto; caratteristiche fisico-chimiche dei materiali per lenti a contatto, dall’Hema al Silicone Idrogel; esame preliminare, colloquio e anamnesi; prescrizione di lenti a contatto morbide sferiche e toriche e controllo del loro adattamento; prescrizione di lenti a contatto morbide progressive e controllo del loro adattamento; quando le lenti disposable non bastano: dimensionamento ottico e geometrico delle lenti a contatto su misura. Effetti indotti dall'uso di lenti a contatto: interazione film lacrim...

Tesi optometria 12 dicembre 2016

...mica, LaC monofocale, orthocheratologia, lenti multifocali centro lontano. Concentrare in particolare l'analisi sulle diverse tipologie di LaC mu...


I nuovi fondamenti delle lenti a contatto RGP
Vinci, Aprile-Giugno 2018

...delle lac RGP, iscriviti al nuovo corso dell’IRSOO! Le competenze e le tecniche di base, aggiornate alle nuove conoscenze scientifiche, ai nuovi metodi di indagine e ai risultati della ricerca clinica. Perché questo corso Potrai comprendere tutti i vantaggi dell’applicazione delle lenti RGP corneali, le caratteristiche delle nuove geometrie, asferiche, sfero-asferiche e toriche, il miglioramento della loro tollerabilità, la loro applicazione nei casi più opportuni: soggetti con disturbi della superficie oculare, occhio secco, astigmatismo irregolare e astigmatismo elevato. Potrai anche vedere, maneggiare e applicare diverse tipologie di lac RG...

Tesi optometria 6 Luglio 2017

...ambio lacrimale con lenti minisclerali Zenlens 16 mm”. Relatore:Edoardo Franceschi. La ricerca e la clinica nella moderna pratica di lenti a contatto specialistiche è sempre più orientata verso lenti di tipo rigido minisclerale. Nonostante il loro interesse nel mondo dell'ottica e la loro dimostrata efficacia su particolari casistiche, molte considerazioni su aspetti tecnici legati alle geometrie e alla fisiologia oculare sono ancora al vaglio della comunità scientifica. Partendo da uno studio da parte dell'optometrista americano Pat Caroline, lo studente ha cercato di verificare e quantificare l'eventuale ricambio lacrim...

Corso di Contattologia
Vinci, Giugno-Settembre 2019

...ta le lac potrà essere una esperienza formativa importante: - un aggiornamento sul proprio bagaglio di conoscenze, - una conferma che le tecniche e le procedure utilizzate abitualmente sono corrette, - un check-up delle proprie competenze alla luce delle nuove conoscenze teoriche provenienti dalla ricerca e delle acquisizioni tecniche e scientifiche degli ultimi anni. Il corso avrà un taglio “pratico”, con numerose esercitazioni nei nostri ambulatori di contattologia. Ciò significa non soltanto dare le conoscenze teoriche, ma soprattutto addestrare all’esecuzione pratica della contattologia. Ogni partecipante potrà esercitarsi: - nella gestione delle indagini preliminari, - nell’applicazione vera e propria della lente sull’occhio, - nell’utilizzo della strumentazione per la valutazione del segmento anteriore dell’occhio, - nel controllo e nella valutazione delle condizioni di occhio secco, - nella verifica del corretto funzionamento delle lenti in vivo, - nella valutazione della risposta oculare dopo l’applicazione, - nel controllo dei parametri fisici delle lenti a contatto. L’indirizzo pratico del corso è ben evidenziato dal fatto che il totale delle ore di dimostrazioni pratiche da parte dei docenti e di pratica effettiva da parte di tutti i partecipanti costituisce la maggioranza delle ore di lezione. In tal modo gli allievi avranno la possibilità di allenarsi a costruire una serie di capacità e abilità di tipo “operativo”, che saranno loro di grande aiuto nella conduzione dell’applicazione nonché nella gestione del portatore e dei piccoli problemi quotidiani. Una parte importante trattata nel corso sarà anche la manutenzione delle lenti a contatto, l’istruzione del portatore e il controllo della compliance. Sintesi dei principali argomenti trattati: Lenti a contatto: richiami sulle nozioni di base di contattologia; ottica visuale e lenti a contatto; caratteristiche fisico-chimiche dei materiali per lenti a contatto, dall’Hema al Silicone Idrogel; esame preliminare, colloquio e anamnesi; prescrizione di lenti a contatto morbide sferiche e toriche e controllo del loro adattamento; prescrizione di lenti a contatto morbide progressive e controllo del loro adattamento; quando le lenti disposable non bastano: dimensionamento ottico e geometrico delle lenti a contatto su misura. Effetti indotti dall'uso di lenti a contatto: interazione film lacrim...

I nuovi fondamenti delle lenti a contatto RGP
Vinci, Marzo-Giugno 2019

...delle lac RGP, iscriviti al nuovo corso dell’IRSOO! Le competenze e le tecniche di base, aggiornate alle nuove conoscenze scientifiche, ai nuovi metodi di indagine e ai risultati della ricerca clinica. Perché questo corso Potrai comprendere tutti i vantaggi dell’applicazione delle lenti RGP corneali, le caratteristiche delle nuove geometrie, asferiche, sfero-asferiche e toriche, il miglioramento della loro tollerabilità, la loro applicazione nei casi più opportuni: soggetti con disturbi della superficie oculare, occhio secco, astigmatismo irregolare e astigmatismo elevato. Potrai anche vedere, maneggiare e applicare diverse tipologie di lac RG...

Corso di Contattologia
Vinci, Febbraio-Aprile 2020

...ta le lac potrà essere una esperienza formativa importante: - un aggiornamento sul proprio bagaglio di conoscenze, - una conferma che le tecniche e le procedure utilizzate abitualmente sono corrette, - un check-up delle proprie competenze alla luce delle nuove conoscenze teoriche provenienti dalla ricerca e delle acquisizioni tecniche e scientifiche degli ultimi anni. Il corso avrà un taglio “pratico”, con numerose esercitazioni nei nostri ambulatori di contattologia. Ciò significa non soltanto dare le conoscenze teoriche, ma soprattutto addestrare all’esecuzione pratica della contattologia. Ogni partecipante potrà esercitarsi: - nella gestione delle indagini preliminari, - nell’applicazione vera e propria della lente sull’occhio, - nell’utilizzo della strumentazione per la valutazione del segmento anteriore dell’occhio, - nel controllo e nella valutazione delle condizioni di occhio secco, - nella verifica del corretto funzionamento delle lenti in vivo, - nella valutazione della risposta oculare dopo l’applicazione, - nel controllo dei parametri fisici delle lenti a contatto. L’indirizzo pratico del corso è ben evidenziato dal fatto che il totale delle ore di dimostrazioni pratiche da parte dei docenti e di pratica effettiva da parte di tutti i partecipanti costituisce la maggioranza delle ore di lezione. In tal modo gli allievi avranno la possibilità di allenarsi a costruire una serie di capacità e abilità di tipo “operativo”, che saranno loro di grande aiuto nella conduzione dell’applicazione nonché nella gestione del portatore e dei piccoli problemi quotidiani. Una parte importante trattata nel corso sarà anche la manutenzione delle lenti a contatto, l’istruzione del portatore e il controllo della compliance. Sintesi dei principali argomenti trattati: Lenti a contatto: richiami sulle nozioni di base di contattologia; ottica visuale e lenti a contatto; caratteristiche fisico-chimiche dei materiali per lenti a contatto, dall’Hema al Silicone Idrogel; esame preliminare, colloquio e anamnesi; prescrizione di lenti a contatto morbide sferiche e toriche e controllo del loro adattamento; prescrizione di lenti a contatto morbide progressive e controllo del loro adattamento; quando le lenti disposable non bastano: dimensionamento ottico e geometrico delle lenti a contatto su misura. Effetti indotti dall'uso di lenti a contatto: interazione film lacrim...





21/04/2020 - SARS CoV-2 e lenti a contatto: un aggiornamento necessario

...re le lac, il rischio di contaminazione è molto prossimo allo zero. Per quanto riguarda la possibilità di trasmissione del virus dunque, si potrebbe arrivare a pensare che l’uso degli occhiali possa presentare più rischi rispetto a quello delle lenti a contatto. Date queste considerazioni si capisce come sia importante non sottovalutare l’uso di guanti monouso e la pulizia e la sanitizzazione delle montature, prima e dopo le prove per la scelta dell’occhiale per esempio, o anche in caso di riparazioni o adattamenti della montatura. Sul tema della persistenza del virus sulle lenti a contatto non vi sono studi specifici. Sono state invece effettuate almeno due ricerche, prima sul SARS CoV-1 e successivamente sul SARS Cov-2, solo su superfici dure e asciutte, come acciaio, cartone, plastica e altre. E’ vero che nella prima delle due ricerche è stata verificata la persistenza del virus SARS CoV-1 sulla gomma di silicone, ma appunto la gomma di silicone ha una superficie dura, e le lenti a contatto attuali non sono fatte di gomma di silicone, come qualcuno, inesperto, crede. Le cosiddette “lenti in silicone” sono in verità costituite da un idrogel, legato con una parte di silicone (non gomma di) per avere un miglior passaggio di ossigeno. Sono flessibili, idrofile, cioè hanno un consistente contenuto acquoso, in più sempre sottoposte all’azione simil “tergicristallo” della palpebra superiore. Non sembra vi siano ragioni per sostenere che le lenti possano essere un ricettacolo di virus o di microorganismi patogeni, sia che le lenti siano giornaliere, certamente da preferire in rapporto ai rischi di infezione batterica come evidenziato dalla ricerca scientifica, sia che siano mensili o quindicinali. Si sottintende che per queste ultime vengano eseguite le normali operazioni di pulizia e igienizzazione delle lenti, che devono obbligatoriamente essere effettuate alla loro rimozione. Le comuni soluzioni al perossido di idrogeno sono efficaci contro il SARS CoV-2. Secondo le ultime ricerche pubblicate sul Journal of Medical Virology e su Ophthalmology, la rivista dell’American Academy of Ophthalmology, la presenza del virus nelle lacrim...

Tesi optometria 3 Luglio 2020

...e con lac e con occhiali per confrontare il loro grado di difficoltà relativa nella visione. I due questionari psicometrici presi in considerazione sono: il Near Activity Visual Questionnaire (NAVQ) e il Visual Functioning Questionnaire (FVQ). Fra gennaio e marzo 2019 sono stati distribuiti a ciascun portatore quattro questionari: due NAVQ e due FVQ (due da compilare con occhiali e due da compilare con le lenti a contatto) e sono stati analizzati i questionari di 26 soggetti di età superiore a 40 anni privi di patologie oculari e/o alterazioni della visione binoculare. Per ciascun questionario compilato con occhiali e lenti a contatto il valore della difficoltà media è stato confrontato con il valore di addizione e di età di ciascun portatore e con il tipo di lenti a contatto multifocali assegnate a ciascun soggetto. È stato confrontato inoltre il grado di difficoltà di coloro che indossano occhiali con lenti monofocali con quello di coloro che invece indossano occhiali con lenti progressive. Infine è stato analizzato anche il punteggio medio per ciascun tipo di attività elencata nei questionari, sia con gli occhiali che con le lenti a contatto. In conclusione, i risultati ottenuti con il VFQ indicano che vi è una sostanziale somiglianza fra performance visiva ottenuta con occhiali e con lenti a contatto per quanto riguarda la visione per lontano. Invece, dai risultati del NAVQ si osserva che mediamente i portatori di lenti a contatto multifocali sono in maggiore difficoltà rispetto ai portatori di lenti oftalmiche sia monofocali sia multifocali. In generale il grado di difficoltà aumenta con l’aumentare dell’età e quindi dell’addizione. È da sottolineare che il campione analizzato è composto da un numero di soggetti modesto; sarebbe opportuno allargare il campione per ottenere risultati significativi dal punto di vista statistico. SCARCELLA LUCA Titolo della tesi: “Confronto tra misure di profondità della camera anteriore eseguite con Tomografia, Biometria e Lampada a Fessura”. Relatore: Migliori Giuseppe; correlatori: Lucarini Giampaolo e Sostegni Paolo. Lo scopo del lavoro è quello di ricavare una stima della profondità della camera anteriore dell’occhio (ACD: Anterior Chamber Dept) utilizzando una lampada a fessura (LAF), confrontando poi i risultati con le misure effettuate mediante tre strumenti: Sheimpflug-Camera Sirius (CSO, Italia), Biometro-Topografo Aladdin (Topcon, Giappone) e Biometro Lenstar (Haag-Streit Svizzera). Lo studio era indirizzato ad ottenere sia una valutazione sull’intercambiabilità dei tre strumenti, sia ad individuare un fattore di conversione che consentisse la misura in Lampada a Fessura (CSO 900 di tipo Haag-Streit) con la tecnica di Smith. Sono stati esaminati 23 soggetti, indipendentemente da età, sesso e ametropia, privi di qualsiasi patologia oculare. L’operatore ha sottoposto ogni singolo paziente a tre misure per strumento su entrambi gli occhi, per un totale di 12 misure ad occhio. Conclusioni: Il confronto diretto tra Sirius, Aladdin e Lenstar ha indicato che i tre strumenti si possono considerare, per le applicazioni cliniche, intercambiabili. Il coefficiente di conversione per la misura con Lampada a Fessura (1,59) è quindi lo stesso per tutti gli strumenti e in linea con i risultati di altri studi anche se riferiti a confronti con altri strumenti. La tecnica di Smith, se ben eseguita, è risultata molto affidabile. CASTAGNO IRENE Titolo della tesi: “Sport vision: la visione nello sport”. Relatore: Sostegni Paolo. Negli ultimi anni lo sport ad alto livello si è concentrato sulla qualità e le performance visive degli atleti. La visione è un processo che comprende diverse abilità, tra queste l’acuità visiva, una buona capacità oculomotoria, la capacità di mettere a fuoco a tutte le distanze, per non dimenticare la capacità di convergere e divergere con flessibilità e infine avere un’ottima percezione nello spazio. Un sistema visivo ben sviluppato è parte integrante della natura dinamica delle prestazioni sportive degli atleti. Lo scopo di questo lavoro era quello di individuare, tramite l'esame di studi e ricerche, se, seguendo un programma di allenamento della visione sportiva, si possa avere un miglioramento delle performance sportive e su quali abilità si può lavorare, sotto il profilo della coordinazione, tempi di reazione e ottimizzare la visione periferica. La letteratura denuncia differenze significative sui risultati ottenuti dalle diverse tipologie di allenamento. Negli studi analizzati si è verificato che non sempre l’allenamento visivo va a migliorare le prestazioni dell’atleta in un determinato sport. Studi sperimentali sono essenziali per verificare se esistono strategie per migliorare le abilità visive, e in caso affermativo, come è possibile apprenderle e metterle in pratica. Gli studi utilizzati si basano specialmente su sport con palla, di squadra e concentrazione come ad esempio il tiro con l’arco. L’optometrista, ponendo domande precise e mirate, potrà consigliare esercizi o correzioni utili per migliorare le prestazioni visive durante la pratica dello sport. BARRI MONIA Titolo della tesi: “Lenti mini sclerali su cheratoplastica perforante e degenerazione marginale pellucida: case report”. Relatore: Franceschi Edoardo. Cambiare la vita di una persona ricorrendo a strumenti presenti sul mercato da quasi 150 anni! Era infatti il 1888 quando Eugene Kalt applicò probabilmente per primo lenti a contatto sclerali su cheratocono, ottenendo risultati sorprendenti. Dal 1888 le lenti sclerali hanno conosciuto un inevitabile sviluppo, soprattutto nei materiali e nella metodologia di applicazione, ma la concezione di fondo è rimasta quella di partenza: appoggiare interamente sulla sclera, permettendo di preservare l’integrità della cornea. Con le lenti moderne abbiamo in più un ottimo compromesso tra la qualità visiva delle classiche lenti RGP e il confort di quelle morbide. Secondo recenti studi appartenenti al campo scientifico ed oftalmologico, le lenti sclerali rappresentano la soluzione ottimale per la correzione della visione in cornee irregolari. In accordo con la letteratura scientifica e con la pratica clinica in campo di lenti a contatto, le lenti sclerali garantiscono una performance visiva d’eccellenza ed un confort mai ottenuto con altre lenti. In questo lavoro viene presentato un case report nel quale si affronta un’applicazione di lenti mini sclerali su un soggetto che presenta complesse patologie in entrambi gli occhi: cheratoplastica perforante in occhio destro e degenerazione marginale pellucida in occhio sinistro. Le lenti RGP erano già state testate in precedenza con esiti negativi a livello di confort, stabilità della lente e visus, tutti obiettivi brillantemente raggiunti nel caso di specie affrontato. Al termine dell’applicazione il soggetto ha manifestato massima soddisfazione, raggiungendo un ottimo visus e confort, mantenendo integra la salute oculare. Viene qui riportata la testimonianza dell'autrice: "B.C., il protagonista del case report, rappresenta senza dubbio il risultato più sorprendente e motivante della mia vita professionale; un percorso lungo e complesso che ho condiviso con lui sotto ogni aspetto, tant’è che mi risulta difficile, in tutta questa esperienza, affermare chi sia stato a dare qualcosa di importante all’altro. Una crescita professionale e personale che porterò dentro di me per molti anni e che spero rappresenti un punto di partenza per fare in modo di rivivere simili esperienze e replicare – migliorandoli – simili risultati". CONTERNO ROBERTA Titolo della tesi: “La tecnologia digitale al servizio degli ipovedenti: il ruolo degli smartphone”. Relatore: Migliori Giuseppe. La tesi è strutturata in quattro capitoli. Dopo una breve introduzione in cui sono spiegati i motivi per i quali si è scelto di approfondire il tema dell’ipovisione, nel primo capitolo viene data una definizione di soggetto ipovedente, con relativa classificazione legale, viene svolta una breve analisi dell'impatto economico e sociale di questa problematica ed infine vengono elencate le principali cause patologiche con gli associati fattori di rischio più comuni. Nella seconda parte viene analizzato il ruolo dell’ottico optometrista che, nella maggior parte dei casi, è la prima figura professionale a cui si rivolgono queste persone quando si accorgono di aver avuto un peggioramento visivo; viene dunque fatto un cenno alle modalità di approccio al paziente (test soggettivi di base) e gli vengono poi indicate le strade verso un percorso di riabilitazione visiva in equipe con le altre figure professionali del settore. Successivamente vengono analizzati i possibili ausili che l’ottico optometrista può fornire al soggetto ipovedente, in accordo con il medico oculista e con l’ortottista, per aiutarlo a sfruttare il suo residuo visivo e migliorare così la sua vita quotidiana. Questi ausili variano da quelli tradizionali ed elettronici, descritti nel terzo capitolo, fino alle tecnologie digitali di ultima generazione dell’ultimo capitolo, tra le quali ci sono anche gli smartphone, che svolgono un ruolo fondamentale. Le conclusioni finali sottolineano come tutti gli ausili debbano essere integrati nella riabilitazione della persona ipovedente per far si che possa raggiungere il più alto livello di autonomia nelle sue attività quotidiane; pertanto l’ottico optometrista, che spesso si trova ad essere la prima figura di incontro con l’ipovedente, deve indirizzarlo verso il giusto iter riabilitativo ed aiutarlo a muoversi nel modo più corretto all’interno della vastità degli ausili. DE PIZZOL LUCIA Titolo della tesi: “Test al Telebinocular e nello spazio libero: analogie e differenze”. Relatore: Maffioletti Silvio. Con il presente elaborato, si è voluto porre attenzione alle possibilità di screening della funzione visiva attraverso due procedure di rilevazione delle abilità di base, realizzate con due procedure diverse. Con entrambe sono state verificate l’acuità visiva (a distanza e da vicino), la percezione stereoscopica (i tre gradi della fusione), le forie e la percezione cromatica. Le procedure, composte di 15 test in entrambi i protocolli, sono state eseguite su un campione di 57 soggetti (32 maschi e 25 femmine) di età compresa tra i 10 e i 16 anni. La completa valutazione dei soggetti esaminati è stata preceduta dal Questionario sui sintomi di insufficienza di convergenza (CISS), che è stato somministrato a tutti i soggetti. Nella prima modalità di rilevazione è stato utilizzato il Telebinocular, un noto stereoscopio utilizzato dagli optometristi, in diversi contesti, per gli screening visivi. Nella seconda rilevazione è stata utilizzata una modalità ordinaria di rilevamento delle abilità di base, effettuata con la specifica strumentazione per l’esecuzione nello spazio libero. I dati raccolti sono stati inseriti in un foglio Excel per l’elaborazione statistica. Nell’elaborato sono stati esposti cenni sul significato del termine screening, sulla definizione di test e sulla descrizione di abilità; è stata inoltre effettuata una breve descrizione dello sviluppo della visione, un excursus storico sull’origine degli studi sulla percezione binoculare, alcune notizie sulla nascita ed evoluzione dello stereoscopio. Le principali differenze tra i risultati hanno confermato come i due protocolli non siano sovrapponibili. Il primo presenta test e stimoli in un ambiente artificiale, costruito dal Telebinocular mediante lenti, prismi e stimoli visti da ognuno dei due occhi. Il secondo presenta test in una condizione reale e autentica, con mire nello spazio e un’organizzazione strumentale agile e dinamica. Lo studio è stato anche un modo per sottolineare come esistano varie possibilità operative, con differenti strumenti e metodi, che gli optometristi hanno a disposizione per affrontare o approfondire, in modo adeguato e specifico, le problematiche visive che possono a loro presentarsi nel corso dell’esecuzione degli screening visivi nella pratica professionale. LUDERGNANI MATTEO Titolo della tesi: “Valutazione di una guida applicativa modificata per migliorare l’applicazione delle lac mu...