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06/03/2016 - Optometria geriatrica: una opportunità da cogliere al volo

...ica e Ipovisione proprio per preparare ottici e optometristi ad affrontare con competenza le problematiche dei soggetti in età geriatrica. Questo tipo di attività e le richieste di aiuto che vengono dalle persone più anziane saranno un aspetto sempre più importante dell’attività dell’ottico e dell’optometrista. Gli ottici e optometristi italiani si dovranno attrezzare per questo; visitare un soggetto anziano non è come fare un controllo optometrico a un giovane adulto: sono diverse le condizioni oculari, sono diverse le condizioni psicologiche, sono diverse le condizioni funzionali; è quindi diverso il modo di rapportarsi con il soggetto, diverso il modo di fare i controllo, diverse anche le finalità stesse dei controlli perché le esigenze visive e le richieste sono differenti. Il corso che si tiene a Vinci (FI) sta volgendo al termine, ma possiamo riportare alcuni degli entusiastici commenti dei partecipanti relativi alla prima parte dedicata all’optometria geriatrica. “Ampliamento delle conoscenze teorico-pratiche per la sensibilizzazione alle problematiche dell’età geriatrica utili per la prevenzione”, “utilizzo di tecniche e strumenti che non usavo nella pratica lavorativa. Attenzione e rilevanza riservata all’aspetto psicologico della visita”. Oppure, per quanto riguarda l’attività di laboratorio optometrico: positivo “il fatto di unire la pratica a ciò che è stato appena spiegato in aula”, “la teoria sempre accompagnata dalla pratica”, “le ore di ambulatorio, in cui i professori sono molto disponibili e attenti”. Il primo incontro del corso è stato centrato sull’inquadramento del soggetto anziano dal punto di vista optometrico, psicologico e medico oculistico. Lo psicologo ha focalizzato il suo intervento sulla relazione del professionista con il paziente, l’optometrista ha inquadrato le modifiche e i deterioramenti delle varie funzionalità visive, l’oculista le modifiche e i cedimenti strutturali, tissutali e metabolici che portano un occhio anziano ad essere qualcosa di diverso da quello del giovane adulto e che va quindi analizzato e trattato in modi diversi. Nella gestione del soggetto geriatrico è fondamentale ascoltare il paziente, sentire quali sono le sue aspettative, dargli tempo di pensare e di rispondere, non suscitare suscettibilità o stimolare rigidità. Questi aspetti sono ritornati più volte durante il corso. E poi le attività pratiche integrative, centrate sull’esame del segmento anteriore, della trasparenza dei mezzi, sulle risposte neurofisiologiche alla stimolazione luminosa, sulla misura dell’AV e sul calcolo degli ottotipi, hanno reso l’incontro molto apprezzato dai partecipanti. Il secondo incontro è stato rivolto alle alterazioni della funzione visiva centrale; è stato ampiamente trattato sia l’aspetto refrattivo, con gli accorgimenti necessari a condurre un completo esame a soggetti che abbiano una riduzione delle performance visive da lontano e da vicino ma non siano ancora ipovedenti, che quello della perdita di funzionalità retinica. Per questo ultimo aspetto grande spazio è stato dato allo studio dell’abbagliamento, della visione a basso contrasto e la determinazione dell’eventuale ingrandimento nella visione prossima, dove possono manifestarsi i primi problemi visivi di un sistema che si sta deteriorando, alle problematiche legate alla gestione dell’esame nel paziente geriatrico. Grande spazio all’oftalmoscopia, resa difficoltosa dalla miosi, spesso anche dalla scarsa collaborazione dei pazienti, infastiditi dalla luce e dal tempo che viene impiegato per fare l’esame. Però tutti hanno partecipato, hanno provato, hanno visto. Grande soddisfazione. La prima parte del terzo incontro è stata dedicata al glaucoma: le caratteristiche, i segni e i sintomi, una attenzione alla gestione dello screening, e alla sua importanza nell’ambito della prevenzione. Le indicazioni su cosa e come guardare il fondo dell’occhio, la valutazione del campo visivo per confronto, ed infine anche la pressione, misurata con metodi non invasivi e sempre a scopo di screening, per individuare fattori di rischio e inviare il soggetto dallo specialista. Un servizio che solo un optometrista o un ottico preparati possono svolgere adeguatamente. Poi l’analisi del campo visivo e della strumentazione per misurarlo, l’origine dei danni campimetrici, le alterazioni delle vie nervose, ecc. Nella seconda parte lo studio del sistema vascolare retinico; si è parlato di come il fondo oculare ci possa aiutare ad individuare ischemie, drusen, ma anche problemi sistemici come il diabete, tutto attraverso immagini strumentali non contact. Nella pratica misura del campo visivo e tanta oftalmoscopia, diretta e indiretta, come muoversi, cosa andare a cercare, come imparare ad osservare con maggior attenzione. Tra i docenti nomi ben noti e apprezzati nell’ambiente optometrico, da Giampaolo Lucarini a Luigi Lupelli, a Giuseppe Migliori, ma anche un oculista esperto di geriatria e ipovisione, Roberto ...