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Tesi optometria 27 marzo 2015

...alità lacrimale, è una domanda alla quale sembra ancora difficile rispondere, dato che i risultati delle ricerche sono piuttosto controversi: per alcuni studi la terapia ormonale sembra avere un impatto positivo, secondo altri la terapia sembra essere promotrice della patologia stessa. IAIA PIERLUIGI Titolo della tesi: “Studio di comparazione sul rilevamento dei parametri di centraggio”. Relatore: Paolo Sostegni. Lo studio nasce dalla curiosità dell'accertare la effettiva o meno correlazione dei dati per le distanze interpupillari e delle relative altezze di montaggio tra tre diversi metodi di rilevamento dei suddetti parametri. L'analisi è stata effettuata su un campione di 30 soggetti di entrambi i sessi e di età compresa tra i 18 anni ed i 34 anni. Ogni soggetto è stato sottoposto ad una serie di 7 misurazioni di cui 1 con metodo manuale, 3 con Visioffice Essilor e 3 con Visureal Hoya, con le quali sono stati rilevati i seguenti parametri: semi DAV OD, semi DAV OS, altezza occhio destro ed altezza occhio sinistro. Dalla comparazione dei dati si evince una buona correlazione per quanto riguarda le distanze interpupillari totali e le relative semi-distanze, mentre le posizioni verticali mostrano una maggiore variabilità a seconda del metodo utilizzato. La rilevazione manuale non si discosta significativamente dalle misure tecnologicamente più avanzate per quanto riguarda le distanze interpupillari, mentre restituisce altezze più basse, soprattutto rispetto al videcentratore a colonna Visioffice Essilor. LAUDATO ADA Titolo della tesi: “Studio della sede e della stabilità di fissazione per l'inquadramento del paziente ipovedente e scelta dell'ausilio”. Relatore: Giuseppe Migliori. La microperimetria, combinando insieme perimetria computerizzata e immagine del fundus oculi, non solo permette un approccio più completo alla valutazione delle maculopatie, sia nella diagnosi che nel follow-up terapeutico, ma riveste anche un ruolo fondamentale nel programma riabilitativo dei soggetti ipovedenti: infatti, consente l’inquadramento del paziente in base alle caratteristiche della fissazione. Nel lavoro di tesi sono stati descritti quattro casi clinici, il cui iter riabilitativo e la scelta dell’ausilio sono stati approntati proprio sulla base dei risultati dell’esame microperimetrico. LO TARTARO NICOLAS Titolo della tesi: “Il training visivo nell'insufficienza di convergenza”. Relatore: Paolo Sostegni. Molti disturbi visivi vengono attribuiti allo stress visivo prossimale e spiegati come processi di adattamento dell’organismo, in risposta a stimoli che eccedono la sua naturale tollerabilità. L’insufficienza di convergenza, a prescindere dall’età in cui si manifesta, è un rilevante deficit della visione binoculare che richiede accurata valutazione e idoneo trattamento. Il Visual Training Optometrico si pone come strumento molto utile per la restaurazione della plasticità visiva e l’inversione di numerosi suoi deterioramenti. La più autorevole ricerca scientifica considera il Visual Training Optometrico come il trattamento più efficace, tra quelli non chirurgici, per risolvere o quantomeno alleviare i problemi connessi all’insufficienza di convergenza. PATIES ANDREA Titolo della tesi: “Correzione della presbiopia con lenti a contatto. Quale soluzione adottare?”. Relatore: Carlo Falleni. Scopo dello studio era la valutazione delle diverse strategie di correzione della presbiopia con lenti a contatto, quali la monovisione e le sue varianti (completa, parziale, migliorata), e l’uso di multifocali (lenti centro vicino o lontano, monovisione modificata ecc). Lo studio è stato fatto "sul campo" su 30 soggetti non reclutati appositamente, ma effettivamente interessati a provare questa particolare modalità correttiva. Sono stati effettuati: esame optometrico da lontano e vicino, misurazione della sensibilità al contrasto, test di acuità visiva in condizioni crepuscolari, valutazione stereopsi da vicino, misurazione parametri corneali e pupillari, con l'uso di lenti a contatto diverse, monofocali e multifocali, tre applicazioni a ciascun soggetto con controlli dopo sette giorni di utilizzo e somministrazione di questionari per valutare le impressioni soggettive a fine prova. Non è stato possibile stabilire un "gold standard" tra le varie tipologie di applicazione (m...


Tesi optometria 17 luglio 2015

...ie di lac morbide, progettate per compensare diverse tipologie di cheratocono: ectasie in tutte le fasi; cheratocono avanzato e cornee molto irregolari, come il cono decentrato e per la degenerazione marginale pellucida. Analizzando diversi casi clinici, diversi sia per tipologia di cheratocono e sia per storie cliniche, la candidata si è proposta di mettere a confronto i design, i vantaggi e gli svantaggi delle applicazioni, sia dal punto di vista tecnico che clinico e le loro performance, valutando se effettivamente le nuove tecnologie stiano compiendo o meno passi in avanti nell’ottimizzare il fitting di lenti a contatto morbide per cheratocono, offrendo massimo comfort e alta qualità della visione. Certo, la scelta di applicare lenti a contatto rigide resta sempre la scelta d’eccellenza, ma diversi sono i disagi che, su alcuni pazienti, quest’ultime producono. Le lenti morbide di progettazione possono essere una valida alternativa, migliorando la qualità della visione di chi purtroppo non trova adeguato comfort e massima soddisfazione dalle classiche lenti rigide. MOUSAFEIROPOULOU ZACHAROULA Titolo della tesi “Gestione e compensazione ottica del cheratocono attraverso l’uso di diverse tipologie di lenti a contatto”. Relatore: Edoardo Franceschi. La tesi si proponeva di analizzare diversi modi applicativi e correttivi di diverse modalità di lenti a contatto per la correzione del cheratocono. È costituita da otto capitoli principali. La prima parte è stata dedicata all’ottica e alla fisiologia del cheratocono, con particolare riguardo alle aberrazioni oculari e ai rilevamenti strumentali. Nella seconda parte vengono analizzati i principi applicativi dei diversi tipi di lenti a contatto per la correzione ottica nei casi del cheratocono: lenti a contatto morbide, sferiche o toriche, morbide per cheratocono, rigide gas permeabili corneali, ibride con centro rigido e periferia morbida e lenti sclerali. E’ stato presentato poi un caso clinico nel quale sono state applicate diverse tipologie di lac: m...

Tesi optometria 31 marzo 2016

...della lacrima, comunemente denominato “Ferning Test”, effettuato su un campione di popolazione costituito essenzialmente da studenti, e confrontarli con i valori di un’ampia batteria di test, al fine di verificare se la presenza di alcune particolari formazioni del ferning possano essere correlate a determinate condizioni. Sono stati analizzati 20 soggetti, di cui 6 femmine e 14 maschi, di età compresa fra 20 e 59 anni, età media 27,3 anni per un totale di 40 occhi esaminati. Oltre al Ferning test a tutti è stata misurata l’osmolarità del film lacrim...

I nuovi fondamenti delle lenti a contatto RGP
Vinci, Settembre-Novembre 2016

...delle lac RGP, iscriviti al nuovo corso dell’IRSOO! Le competenze e le tecniche di base, aggiornate alle nuove conoscenze scientifiche, ai nuovi metodi di indagine e ai risultati della ricerca clinica. Perché questo corso Potrai comprendere tutti i vantaggi dell’applicazione delle lenti RGP corneali, le caratteristiche delle nuove geometrie, asferiche, sfero-asferiche e toriche, il miglioramento della loro tollerabilità, la loro applicazione nei casi più opportuni: soggetti con disturbi della superficie oculare, occhio secco, astigmatismo irregolare e astigmatismo elevato. Potrai anche vedere, maneggiare e applicare diverse tipologie di lac RG...

Tesi optometria 27 giugno 2016

...i con LAC ortocheratologiche in un periodo di 10 anni. Tali pazienti sono stati suddivisi in gruppi per fasce di età. Tutti i pazienti hanno portato per almeno 6 anni consecutivi lenti Ortocheratologiche notturne e sono costantemente stati seguiti dal medesimo Studio Optometrico. Sempre da tale database è stato selezionato, sempre nello stesso periodo di 10 anni, un gruppo pazienti di controllo seguito per almeno 6 anni, allineato per fasce di età e tipologia di miopia e suddiviso in gruppi. Per ogni paziente studiato si sono acquisiti i valori dello stato refrattivo ed acuità visiva, i parametri lenti a contatto utilizzate ed alcuni valori fondamentali dello stato funzionale optometrico. I risultati del gruppo sperimentale e di quello di controllo sono stati analizzati e confrontati per mezzo di fogli di calcolo e grafici, evidenziando le differenze nella progressione miopica tra chi si è sottoposto al trattamento Ortocheratologico e chi ha utilizzato semplicemente occhiali tempiali per la correzione della miopia. I risultati mostrano un inequivocabile rallentamento della progressione miopica nel gruppo sperimentale rispetto a quello di controllo e sono allineati con quelli riportati nella letteratura internazionale. L’ortocheratologia notturna si conferma dunque pratica efficace nella riduzione, e in molti casi nella cessazione, della progressione miopica. RAMUNDO VALERIA Titolo della tesi “I sostituti lacrim...

I nuovi fondamenti delle lenti a contatto RGP
Vinci, Febbraio-Aprile 2017

...delle lac RGP, iscriviti al nuovo corso dell’IRSOO! Le competenze e le tecniche di base, aggiornate alle nuove conoscenze scientifiche, ai nuovi metodi di indagine e ai risultati della ricerca clinica. Perché questo corso Potrai comprendere tutti i vantaggi dell’applicazione delle lenti RGP corneali, le caratteristiche delle nuove geometrie, asferiche, sfero-asferiche e toriche, il miglioramento della loro tollerabilità, la loro applicazione nei casi più opportuni: soggetti con disturbi della superficie oculare, occhio secco, astigmatismo irregolare e astigmatismo elevato. Potrai anche vedere, maneggiare e applicare diverse tipologie di lac RG...

Tesi optometria 30 settembre 2016

... film lacrimale in base al test del NIBUT. Sono state applicate tre lenti seguendo i seguenti criteri: 1ª lente: BOZR = raggio corneale piatto 2ª lente: BOZR = raggio corneale piatto + 0,10 mm 3ª lente: BOZR = raggio corneale piatto – 0,10 mm Affinché l’esame fosse ripetibile e valido sono state adottate alcune precauzioni: - È stato misurato il raggio effettivo della lente e non sono state riscontrate sostanziali differenze con il raggio nominale. - Le acquisizioni sono state fatte dopo almeno 10 min dall’applicazione così che la lacrim...

I nuovi fondamenti delle lenti a contatto RGP
Vinci, Aprile-Giugno 2018

...delle lac RGP, iscriviti al nuovo corso dell’IRSOO! Le competenze e le tecniche di base, aggiornate alle nuove conoscenze scientifiche, ai nuovi metodi di indagine e ai risultati della ricerca clinica. Perché questo corso Potrai comprendere tutti i vantaggi dell’applicazione delle lenti RGP corneali, le caratteristiche delle nuove geometrie, asferiche, sfero-asferiche e toriche, il miglioramento della loro tollerabilità, la loro applicazione nei casi più opportuni: soggetti con disturbi della superficie oculare, occhio secco, astigmatismo irregolare e astigmatismo elevato. Potrai anche vedere, maneggiare e applicare diverse tipologie di lac RG...

Tesi optometria 6 Luglio 2017

...ambio lacrimale con lenti minisclerali Zenlens 16 mm”. Relatore:Edoardo Franceschi. La ricerca e la clinica nella moderna pratica di lenti a contatto specialistiche è sempre più orientata verso lenti di tipo rigido minisclerale. Nonostante il loro interesse nel mondo dell'ottica e la loro dimostrata efficacia su particolari casistiche, molte considerazioni su aspetti tecnici legati alle geometrie e alla fisiologia oculare sono ancora al vaglio della comunità scientifica. Partendo da uno studio da parte dell'optometrista americano Pat Caroline, lo studente ha cercato di verificare e quantificare l'eventuale ricambio lacrim...

I nuovi fondamenti delle lenti a contatto RGP
Vinci, Marzo-Giugno 2019

...delle lac RGP, iscriviti al nuovo corso dell’IRSOO! Le competenze e le tecniche di base, aggiornate alle nuove conoscenze scientifiche, ai nuovi metodi di indagine e ai risultati della ricerca clinica. Perché questo corso Potrai comprendere tutti i vantaggi dell’applicazione delle lenti RGP corneali, le caratteristiche delle nuove geometrie, asferiche, sfero-asferiche e toriche, il miglioramento della loro tollerabilità, la loro applicazione nei casi più opportuni: soggetti con disturbi della superficie oculare, occhio secco, astigmatismo irregolare e astigmatismo elevato. Potrai anche vedere, maneggiare e applicare diverse tipologie di lac RG...

Tesi optometria 20 Aprile 2018

...della lacrimazione nel caso in cui si indossino lenti monofocali a distanze troppo ravvicinate. È emerso recentemente, dalla letteratura sull’argomento, un fattore molto importante che è il ridotto campo visivo attraverso lenti oftalmiche progressive (PAL) nella zona intermedia, a 60-120cm (Sheedy JEet al,2005), distanza alla quale viene generalmente posto il monitor. Per questo bisognerebbe tenere in considerazione, per chi utilizza distanze intermedie molte ore al giorno, lenti ad uso specifico come le progressive da computer (Kozlík M, 2013). RUBINI ANDREA GIUSEPPE Titolo della tesi: “Confronto e ripetibilità a breve termine di tre metodi di misurazione delle forie”. Relatore: Alessio Pietro Facchin. Introduzione: L’obiettivo di questa tesi è stato valutare l’efficacia, l’affidabilità e la ripetibilità a breve termine di tre metodi comunemente utilizzati per rilevare la foria. Il primo è il metodo di Von Graefe (VG), il quale usa come metodo di dissociazione i prismi. Il secondo è il metodo di Maddox (MX) il quale sfrutta un cilindro di elevato potere per dissociare la visione. Il terzo è l’utilizzo della Facchin Foria Card (FFC) che utilizza ugualmente dissociazione prismatica. Materiali e metodi: sono stati presi in esame 40 soggetti, di età compresa tra i 18 e i 79 anni, emmetropizzati con una acuità visiva (AV) non inferiore 8/10, ai quali sono stati somministrati, sia per lontano che per vicino, il VG, MX, FFC, ciascuno tre volte per verificarne la ripetibilità a breve termine, con la presbiopia compensata adeguatamente. Risultati: I risultati hanno evidenziato una exoforia più marcata da vicino per Von Graefe (VG) rispetto a Maddox (MX) e alla Facchin Foria Card (FFC), confermando così gli studi precedenti, mentre per lontano tutti e tre non risultano significativamente diversi tra di loro. La ripetibilità a breve termine risulta buona su tutti e tre i test. Conclusioni: I tre test risultano similari riguardo l’eteroforia da lontano pur avendo differenti metodi di dissociazione e di rilevazione e pur utilizzando strumenti molto diversi fra di loro. Nell’eteroforia da vicino non si può affermare lo stesso, in quanto Von Graefe (VG) restituisce valori più exoforici di circa 1? rispetto a Maddox (MX) e alla Facchin Foria Card (FFC), probabilmente legata al fatto che la convergenza degli occhi di un soggetto posto dietro a un forottero non risulti naturale e alteri quindi la convergenza accomodativa e quella prossimale. I test eseguiti per vicino con l’occhiale di prova, restituiscono valori più affidabili e reali rispetto a quelli eseguiti con l’uso del forottero. DEMETRIO NICOLÒ Titolo della tesi: “Confronto tra AC/A gradiente e AC/A calcolato utilizzando il cilindro di Maddox”. Relatore: Facchin Alessio Pietro. Introduzione: Il rapporto che lega convergenza e accomodazione viene definito AC\A; per conferirgli un valore è necessario quantificare la convergenza accomodativa con metodi e formule specifiche. L’obiettivo della tesi è di verificare la differenza tra l'AC\A gradiente e l'AC\A calcolato, evidenziare le differenze che influiscono sul dato generale dell'AC\A dandogli una corretta valutazione e prevedere l'influenza che queste esercitano sulla condizione visiva di ogni soggetto. Materiali e Metodi: Il metodo utilizzato è stato quello di Maddox che prevede l'uso di un cilindro dissociante di ˜500D. Il test è stato somministrato ad un campione di 93 soggetti fra i 18 e i 40 anni con acuità visiva minima di 8/10 opportunamente emmetropizzati. Attraverso questo test è stato indagato lo stato eteroforico su due diverse distanze: vicino e lontano, con le stesse modalità. Il test somministrato sul vicino si differenzia da quello per il lontano per la distanza posta a 40 cm e per la compensazione dell'eventuale presbiopia. Successivamente sempre da vicino viene aggiunto una lente di valore +1 D e viene ripetuto il test che verrà poi eseguito anche con la lente di -1 D. Tramite questa differenza diottrica viene individuato il rapporto AC\A calcolato e l'AC\A gradiente. Risultati: I valori risultanti da tutti e due i test sono trascritti e ripetuti per 3 volte ciascuno per verificarne la ripetibilità a breve termine. Il rapporto AC\A calcolato risulta significativamente maggiore dell'AC\A gradiente con p Conclusioni: Il test può essere effettuato una singola volta data la buona affidabilità. L'AC/A gradiente misurato con le varianti +1,0 e -1.0 non mostra differenze sostanziali, mentre nel confronto tra gradiente e calcolato, si notano risultati più elevati per quest'ultimo. L'affidabilità maggiore è rappresentata dal metodo del gradiente. BRIGNOLI MATTEO Titolo della tesi: "Confronto tra AC/A gradiente e calcolato con la Facchin Foria Card”. Relatore: Facchin Alessio Pietro. Introduzione: Il rapporto AC/A, è il legame tra accomodazione e convergenza. Indica la quantità di convergenza accomodativa che scaturisce da una diottria di accomodazione: la quantificazione di questo rapporto necessita di specifiche formule e comprende la possibilità di diversi metodi di misura. Scopo di questo lavoro è verificare quanto le differenze tra i metodi possono influire sul dato generale dell’AC/A e dare risultati differenti. Materiali e metodi: 77 soggetti in età compresa dai 18 ai 50 anni, sono stati sottoposti al test dell'acuità visiva e al test del rilevamento della foria da lontano e da vicino con l’utilizzo della Facchin Foria Card (FFC). Per rilevare la ripetibilità a breve termine il test è stato effettuato per tre volte per ogni distanza e da vicino sono state rilevate anche con una variazione di potere diottrico di +1 e -1. Con questi dati sono stati calcolati l’AC/A calcolato e gradiente. Risultati: La Facchin Foria Card, in relazione alle tre ripetizioni, risulta essere un test con una buona ripetibilità a breve termine sia nell’esecuzione da lontano che in quella da vicino. Nel confronto dei rapporti AC/A, il rapporto AC/A calcolato risulta significativamente maggiore del rapporto AC/A gradiente (p Conclusioni: Nella pratica clinica il test può essere eseguito una sola volta grazie alla buona ripetibilità. Il rapporto AC/A calcolato risulta avere valori più alti rispetto al gradiente. Quest’ultimo non dimostra una differenza tra le due variazioni di potere diottrico utilizzato. La diversa influenza della convergenza prossimale nei due metodi è probabilmente la causa della differenza. STRANO ELISA Titolo della tesi: “Valutazione della stereoacuità nella scuola primaria con un nuovo test digitale”. Relatore: Maffioletti Silvio. La stereopsi, espressione più fine e complessa del sistema visivo binoculare, rappresenta un indicatore importante della funzionalità e dello sviluppo della visione binoculare nei bambini. Esistono numerosi test per valutare e quantificare la stereoacuità; recentemente nuovi dispositivi digitali e moderne tecnologie ne stanno sviluppando altri, sempre più raffinati e precisi. Scopo di questo lavoro sperimentale è comparare i risultati di 4 diversi test per la quantificazione della stereopsi a breve distanza (0,40 m): tre sono stereotest già conosciuti e diffusamente utilizzati, l’ultimo è una nuova applicazione per smartph...

Tesi optometria 27 Settembre 2019

...me di applicazione delle lenti a contatto, sono infezioni e/o infiammazioni corneali. Le possibili cause di trasmissione di microrganismi patogeni sono la manipolazione prima di applicare la lente a contatto, la contaminazione dei contenitori e delle soluzioni utilizzate per la manutenzione e conservazione delle lenti. È possibile eliminare alcuni fattori di rischio, quali l’utilizzo dei contenitori e delle soluzioni, scegliendo un dispositivo “usa e getta” che non prevede una manutenzione e conservazione. La lente a contatto giornaliera monouso ha sicuramente ampliato il margine di sicurezza dei portatori, ma non ne ha azzerato i rischi. La figura dell’applicatore riveste un ruolo fondamentale per educare il portatore a seguire le giuste procedure igieniche di applicazione e rimozione...


Tesi optometria 3 Luglio 2020

...e con lac e con occhiali per confrontare il loro grado di difficoltà relativa nella visione. I due questionari psicometrici presi in considerazione sono: il Near Activity Visual Questionnaire (NAVQ) e il Visual Functioning Questionnaire (FVQ). Fra gennaio e marzo 2019 sono stati distribuiti a ciascun portatore quattro questionari: due NAVQ e due FVQ (due da compilare con occhiali e due da compilare con le lenti a contatto) e sono stati analizzati i questionari di 26 soggetti di età superiore a 40 anni privi di patologie oculari e/o alterazioni della visione binoculare. Per ciascun questionario compilato con occhiali e lenti a contatto il valore della difficoltà media è stato confrontato con il valore di addizione e di età di ciascun portatore e con il tipo di lenti a contatto multifocali assegnate a ciascun soggetto. È stato confrontato inoltre il grado di difficoltà di coloro che indossano occhiali con lenti monofocali con quello di coloro che invece indossano occhiali con lenti progressive. Infine è stato analizzato anche il punteggio medio per ciascun tipo di attività elencata nei questionari, sia con gli occhiali che con le lenti a contatto. In conclusione, i risultati ottenuti con il VFQ indicano che vi è una sostanziale somiglianza fra performance visiva ottenuta con occhiali e con lenti a contatto per quanto riguarda la visione per lontano. Invece, dai risultati del NAVQ si osserva che mediamente i portatori di lenti a contatto multifocali sono in maggiore difficoltà rispetto ai portatori di lenti oftalmiche sia monofocali sia multifocali. In generale il grado di difficoltà aumenta con l’aumentare dell’età e quindi dell’addizione. È da sottolineare che il campione analizzato è composto da un numero di soggetti modesto; sarebbe opportuno allargare il campione per ottenere risultati significativi dal punto di vista statistico. SCARCELLA LUCA Titolo della tesi: “Confronto tra misure di profondità della camera anteriore eseguite con Tomografia, Biometria e Lampada a Fessura”. Relatore: Migliori Giuseppe; correlatori: Lucarini Giampaolo e Sostegni Paolo. Lo scopo del lavoro è quello di ricavare una stima della profondità della camera anteriore dell’occhio (ACD: Anterior Chamber Dept) utilizzando una lampada a fessura (LAF), confrontando poi i risultati con le misure effettuate mediante tre strumenti: Sheimpflug-Camera Sirius (CSO, Italia), Biometro-Topografo Aladdin (Topcon, Giappone) e Biometro Lenstar (Haag-Streit Svizzera). Lo studio era indirizzato ad ottenere sia una valutazione sull’intercambiabilità dei tre strumenti, sia ad individuare un fattore di conversione che consentisse la misura in Lampada a Fessura (CSO 900 di tipo Haag-Streit) con la tecnica di Smith. Sono stati esaminati 23 soggetti, indipendentemente da età, sesso e ametropia, privi di qualsiasi patologia oculare. L’operatore ha sottoposto ogni singolo paziente a tre misure per strumento su entrambi gli occhi, per un totale di 12 misure ad occhio. Conclusioni: Il confronto diretto tra Sirius, Aladdin e Lenstar ha indicato che i tre strumenti si possono considerare, per le applicazioni cliniche, intercambiabili. Il coefficiente di conversione per la misura con Lampada a Fessura (1,59) è quindi lo stesso per tutti gli strumenti e in linea con i risultati di altri studi anche se riferiti a confronti con altri strumenti. La tecnica di Smith, se ben eseguita, è risultata molto affidabile. CASTAGNO IRENE Titolo della tesi: “Sport vision: la visione nello sport”. Relatore: Sostegni Paolo. Negli ultimi anni lo sport ad alto livello si è concentrato sulla qualità e le performance visive degli atleti. La visione è un processo che comprende diverse abilità, tra queste l’acuità visiva, una buona capacità oculomotoria, la capacità di mettere a fuoco a tutte le distanze, per non dimenticare la capacità di convergere e divergere con flessibilità e infine avere un’ottima percezione nello spazio. Un sistema visivo ben sviluppato è parte integrante della natura dinamica delle prestazioni sportive degli atleti. Lo scopo di questo lavoro era quello di individuare, tramite l'esame di studi e ricerche, se, seguendo un programma di allenamento della visione sportiva, si possa avere un miglioramento delle performance sportive e su quali abilità si può lavorare, sotto il profilo della coordinazione, tempi di reazione e ottimizzare la visione periferica. La letteratura denuncia differenze significative sui risultati ottenuti dalle diverse tipologie di allenamento. Negli studi analizzati si è verificato che non sempre l’allenamento visivo va a migliorare le prestazioni dell’atleta in un determinato sport. Studi sperimentali sono essenziali per verificare se esistono strategie per migliorare le abilità visive, e in caso affermativo, come è possibile apprenderle e metterle in pratica. Gli studi utilizzati si basano specialmente su sport con palla, di squadra e concentrazione come ad esempio il tiro con l’arco. L’optometrista, ponendo domande precise e mirate, potrà consigliare esercizi o correzioni utili per migliorare le prestazioni visive durante la pratica dello sport. BARRI MONIA Titolo della tesi: “Lenti mini sclerali su cheratoplastica perforante e degenerazione marginale pellucida: case report”. Relatore: Franceschi Edoardo. Cambiare la vita di una persona ricorrendo a strumenti presenti sul mercato da quasi 150 anni! Era infatti il 1888 quando Eugene Kalt applicò probabilmente per primo lenti a contatto sclerali su cheratocono, ottenendo risultati sorprendenti. Dal 1888 le lenti sclerali hanno conosciuto un inevitabile sviluppo, soprattutto nei materiali e nella metodologia di applicazione, m...